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Riflettevo pochi giorni addietro su una frase pronunciata dall’Onorevole Franceschini, allora, credo, ancora segretario del Partito Democratico, durante l’ultima campagna elettorale; frase che tanto scalpore destò nell’opinione pubblica di allora. Parlando dell’attuale Presidente del Consiglio, disse in senso retorico: “affidereste i vostri figli a Berlusconi”. No. La risposta, mitigata dal tempo trascorso, è no; mai e poi mai affiderei o lascerei l’educazione di un mio figlio a Berlusconi. All’epoca dei fatti, un’opinione pubblica ipocrita e cloroformizzata, preferì prendersela con il “vile” Franceschini, invece di tentare di capire il problema, vero ed effettivo, che sottendeva. La frase dell’Onorevole del PD era una frase assolutamente retorica, volta a scoprire un problema serio, quello dell’educazione e dei valori da trasmettere alle giovani generazioni, e non ad attaccare un avversario politico. Nella fattispecie, l’Onorevole Berlusconi fungeva da “prototipo paradigmatico” del declino morale dei nostri tempi, più che da “padre di famiglia” buono o cattivo che sia. Il senso delle parole non è stato colto, ma la risposta alla domanda, dopo molti mesi non può essere che una ed una soltanto: no, non può essere Berlusconi (inteso, naturalmente come “prototipo paradigmatico” del declino morale dei nostri tempi) ad educare i figli d’Italia. Basti pensare , infatti, agli ultimi quindici anni, che sono stati, moralmente e politicamente parlando, i peggiori dall’unificazione d’Italia in poi. Gli italiani sono stati educati (ma meglio sarebbe dire lobotomizzati) a culi e tette e tronisti e reality show di nessuno spessore, con il risultato che pochissimi (giovani e meno giovani) leggono un libro, pochissimi (giovani e meno giovani) hanno un’opinione che vada oltre l’ovvio televisivo, pochissimi sono coscienti di vivere come “schiavi in una prigione dalle sbarre d’etere”. Tutti desiderano tutto ciò che non serve per essere persone normali e per bene. No, non può essere Berlusconi (inteso, naturalmente come “prototipo paradigmatico” del declino morale dei nostri tempi) ad educare i figli d’Italia. Basti pensare, infatti, alla sistematica distorsione che questo uomo opera della realtà, plasmandola, sconsideratamente, a proprio uso e consumo, circondato da nani, ballerine, pidduisti (ma anche tre..isti) ed un manipolo di faccendieri dediti ad arricchirsi sulla pelle altrui. No, non può essere Berlusconi (inteso, naturalmente come “prototipo paradigmatico” del declino morale dei nostri tempi) ad educare i figli d’Italia. Basti pensare, infatti, che questo uomo, sul cui capo pendono oltre trenta procedimenti penali, concepisce la democrazia politica come un’azienda monarchica, tanto d’aver fatto approvare oltre trenta “leggi ad personam” per porre la propria persona al di fuori (rectius, al di sopra) delle regole di tutti. Il berlusconismo è stato ed è ancora questo: “fine delle regole e dei valori, legge del più forte ad ogni costo, crollo di ogni democrazia”. No, non può essere Berlusconi (inteso, naturalmente come “prototipo paradigmatico” del declino morale dei nostri tempi) ad educare i figli d’Italia. Basti pensare, infatti, a ciò che disse questo uomo discorrendo delle liste elettorali durante le ultime elezioni politiche: “Ci sono rimasto male quando ho saputo che Bocchino era un deputato e non un punto del nostro programma”.
No. Mai e poi mai affiderei o lascerei l’educazione di un mio figlio a Berlusconi.

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